AltaRoma moda

AltaRoma collezioni moda 2012

Tra il 7 e l’11 luglio Roma è stata ancora una volta al centro del mondo ospitando la scintillante kermesse “Altaroma”, evento internazionale dedicato all’alta moda.
Tra giovani stelle della passerella, stilisti emergenti e nomi internazionali rivive una più moderna e scintillante dolce vita degna delle grandi occasioni.

Il 12 luglio gli occhietti di MRS hanno ammirato la sfilata-evento a Palazzo Rospigliosi: “Oriental”, che ha chiuso la manifestazione.
Oggi vorrei parlarvi della stilista pugliese Nanaaleo, che ha debuttato con il marchio “Nanàèel” deliziandoci con la sua “Clotherapy”, una nuova prospettiva e un modo innovativo di guardare la moda e indossarla.
Di cosa si tratta? Concettualmente Nanàèel fa si che il vestire diventi una terapia per il benessere.

Bianchi impalpabili, dolci profumi di sandalo, mirra e gelsomino. Abiti che accompagnano il corpo senza forzarne le forme.
E poi, ancora: cotone, lino, canapa e seta biologica ottenuta senza uccidere il “povero” baco e lavorata con telaio a mano. Splendido, poetico e romantico il tubino in cotone con lavorazione a uncinetto, che da puro diventa sexy e accattivante grazie alla profonda scollatura che lascia la schiena nuda.
Rigoroso ma vezzoso il cotone che compone l’abito bianco con cintura in vita, versatile per il giorno e per la sera.

Il viaggio di “Clotherapy” prosegue verso adorabili abiti a palloncino, scampanati pantaloni dalle dolci tinte pastello, morbidi pepli che lasciano le spalle scoperte con stole che le coprono quasi distrattamente.

Tutto questo in perfetto green style! Anche perché Nanàèel, nel realizzare la sua “Clotherapy”, utilizza coloranti ecologici che nelle proprie tonalità tenui emettono vibrazioni diverse in ogni colore, cercando di equilibrare e far confluire positivamente l’energia del corpo.

Completano l’opera l’accurato taglio sartoriale, le perfette rifiniture che disegnano romantiche forme, indossate da una donna che considera l’abito come un vero e proprio compagno di vita.

Telenorba intervista Ivana Pantaleo